Natura & Svaghi

     Il territorio del Comune di Sessa Aurunca, delimitato ad est dalla catena del Monte Massico, a sud dal Mar Tirreno, ad ovest dal fiume Garigliano, a nord dal massiccio vulcanico di Roccamonfina, offre, per la sua varietà morfologica, interessanti motivi di escursioni in un ambiente naturale ed urbano per tanti versi ancora inalterato e affascinante. La sua posizione topografica, infatti, è strategica dal punto di vista turistico: essa è polo centrale rispetto al mare (litorale domizio), rispetto al turismo termale (Suio), rispetto al turismo di alta collina (Roccamonfina).
     Nel vasto patrimonio delle tradizioni popolari sacre italiane, poi, i riti della "Settimana Santa" di Sessa Aurunca sono sicuramente da annoverare tra i momenti di più intensa religiosità popolare, vissuti con partecipazione unica ed emotività personale dall'intera comunità sessana. Alle splendide Processioni dei Misteri della Passione nel Venerdì Santo o dei gruppi della Deposizione del Cristo dalla Croce e della Vergine Addolorata nel giorno del Sabato, partecipano tutti, ciascuno per il suo ruolo: i piccoli con i turiboli pieni di incenso, le bambine con le ali e le vesti come gli angeli, i confratelli incappucciati e le donne "alluttate". Questo "europeizza" la Settimana Santa di Sessa Aurunca in un unicum storico culturale che fa dei riti pasquali sessani un'omologazione delle Settimane Sante famose in Spagna, a Siviglia, a Cordova o in altri Paesi del Sud dell'Italia.
     Nel Capoluogo e negli antichi "casali", inoltre, sopravvivono ancora interessanti manifestazioni legate al mondo contadino e religioso come il "Carnevale",  il "Putipù" (la sera dell'ultimo dell'anno), le feste patronali, le "sagre gastronomiche", giochi popolari e "Tornei in costume".
     Anche rilevante, da un punto di vista socio-antropologico, è la "Festa del fuoco" che si celebra la sera del 18 marzo a Cascano, una frazione di Sessa. E' questa una chiara "usanza" di origine carnevalesca la quale si trova sincreticamente collegata con la festa di S. Giuseppe del 19 marzo.
     Ma questa è solo una sintesi schematica; il turista, lo studioso, l'osservatore interessato ed attento potranno scoprire molti altri aspetti storici e socio-antropologici presenti in Sessa Aurunca, che conserva ancora il suo fascino di città che parla di storia, di architettura, di pittura, di cultura letteraria e religiosa.
     Oltre ai già noti centri balneari dislocati lungo la fascia costiera, oggi denominata Baia Domizia e nel passato "Marina di Sessa", che offrono con le loro moderne attrezzature una recettività e occasioni di svago e di relax, le numerose e antiche frazioni - sorte sin dai tempi più antichi in pianura, in collina e sulle falde montane - sono l'occasione per andare alla ricerca di caratteristici ambienti urbani e di modi di vita ancestrali ed autentici.

     Baia Domizia: le caratteristiche climatiche e paesaggistiche della sua pineta resinosa e balsamica, il suo finissimo arenile, fanno di Baia Domizia una bella oasi turistica. Tra la pineta e il mare si estendono villette occhieggianti tra il verde, muri calcinati tagliati all'uso moresco, viali alberati. Poco distante è l'attrezzatura sportiva per chi vuol ritrovare la gioia degli esercizi del corpo. La parte urbana del complesso si articola in una struttura autosufficiente, con ottimi alberghi, camping, servizi sociali e di pubblico interesse. Di qui può iniziare un viaggio in un passato artistico, recente o antico di millenni che vive tutt'intorno, attraverso la vicinanza di strade di grande comunicazione (Appia, Casilina, Domiziana, Autostrada del Sole).

     Cascano: il borgo, d'origine romana come evidenzia il toponimo, è un centro noto soprattutto per l'artigianato della ceramica, la cui lavorazione è documentata nel sito almeno dal IV sec. d.C.

     Carano: borgo agricolo, il cui  toponimo risale all'età romana, è noto per il Santuario di Maria SS. della Libera, meta di pellegrinaggi. La chiesa, a navata unica con cappelle laterali e cupola maiolicata, conserva all'altare maggiore un affresco campano-bizantino attardato (XIV secolo) e una statua in legno policromo della Vergine, di Giacomo Colombo.

     Rongolise: Chiesa di S. Maria in Grotta, ricavata nel tufo, conserva nell'interno notevoli affreschi del XII secolo. Alla parete destra, di particolare interesse, è "il transito della Vergine", segue l'"Arcangelo Michele che pesa le anime"; "S. Tommaso Apostolo", "Madonna in trono con Bambino". Alla parete sinistra, in un riquadro, "S. Esdra", "S. Margherita e S. Onofrio". Altri affreschi sono di epoche successive.

     Lauro: Chiesa di S. Angelo, posta su un poggio tufaceo all'ingresso del paese, già menzionata nella bolla di Atenulfo del 1032, è ad una navata, anticipata da una torre campanaria che riutilizza materiali di spoglio di età romana e conclusa ad ovest dal presbiterio con l'abside. In essa, prima dell'intervento di risanamento, era affrescata una "Ascensione", databile intorno al 1100, che attualmente si conserva presso la sede della Soprintendenza ai Monumenti di Caserta, a Palazzo Reale.

Tutto ciò fa di Sessa Aurunca un centro adatto, quindi, sia allo sviluppo residenziale, sia come base per escursioni rispetto ai vari itinerari a seconda della domanda di un turismo diversificato.